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Trappole da evitare quando ci si trova in una posizione di potere

Novembre 20th, 2020 Posted by Notizie 0 thoughts on “Trappole da evitare quando ci si trova in una posizione di potere”
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Avere potere in un rapporto di lavoro è sicuramente un forte vantaggio.

Tuttavia, trovarsi in una posizione di potere porta con sé diverse insidie ​​che possono influenzare le proprie percezioni e i propri comportamenti.

Peter Coleman e Robert Ferguson, nel loro libro Making Conflict Work, presentano gli errori più comuni che le persone possono commettere in situazioni di questo genere.

La trappola della psicosi del potere

Quando hanno un potere maggiore degli altri, gli individui tendono a elaborare le informazioni in modo più astratto, percepiscono le altre persone in termini più strumentali, diventano più focalizzati sull’obiettivo, sicuri di sé e meno inibiti degli altri. Il potere riduce la capacità di ragionamento complesso, riduce le capacità di giudizio e fa aumentare l’uso di stereotipi. Le implicazioni sono chiare: se ci si trova in ​​una posizione di potere, non ci si dovrebbe fidare delle proprie valutazioni. C’è infatti un’alta probabilità che la lettura delle situazioni sia distorta a proprio favore e dunque imprecisa.

La trappola del senso di invincibilità

Questa dinamica viene chiamata dagli studiosi “super ottimismo”. È una forma di senso di superiorità o arroganza in cui i detentori di un maggiore livello di potere sentono di poter fare o dire quello che vogliono. Il loro comportamento è inoltre rinforzato dal riuscire a soddisfare il propri impulsi o bisogni psicologici (es. comunicare in modo aggressivo) senza alcuna punizione significativa. Per evitare questa trappola è necessario fare attenzione a qualsiasi assunzione di rischi inutile e a qualsiasi posizione leggera che può arrecare danni a se stessi e al proprio team, nonché allontanare importanti stakeholder.

La trappola del del subalterno invisibile

Gli individui di alto potere hanno meno probabilità di adottare la il punto di vista degli altri, tendono a non spendere energie per conoscere le persone con cui hanno a che fare e nella relazione sono giudici meno accurati dei segnali deboli come ad esempio le espressioni facciali. Inoltre, essi hanno informazioni imprecise riguardo i loro collaboratori (o controparti negoziali con minor potere) e tendono a non riconoscere le abilità. Avere un potere più elevato sembra compromettere la capacità di apprezzare ciò che gli altri vedono, pensano e sentono.

La trappola del “Il potere? Quale potere?”

I negoziatori ad alto potere sono notoriamente pessimi nell’analizzare e stimare le possibili sinergie, e percepiscono minori risorse disponibili rispetto alle loro controparti di potere inferiore. Tendono a presumere che il loro potere sia sufficiente per consentire loro di prevalere nei negoziati, e quindi prestano poca attenzione alle risorse che gli avversari a basso potere potrebbero impiegare. La percezione ovviamente inganna e le controparti più deboli sono di solito più potenti di quanto sembri a prima vista.

La trappola del non seguire le regole

In una serie di sorprendenti studi condotti presso la Berkeley University of California, si è scoperto che i ricchi sono anche i più inclini a violare le regole e infrangere la legge. In queste ricerche le persone benestanti erano anche significativamente più propense a mentire durante i negoziati e ad approvare comportamenti non etici, arrivando anche a giustificare appropriazioni indebite commesse nell’esercizio del ruolo.

La trappola del comando e controllo

Le persone ad alto potere tendono ad adottare uno stile di risoluzione dei conflitti aggressivo e caratterizzato da alto livello di controllo. Spesso inoltre perdono la capacità di adottare altre modalità. Ricerche hanno dimostrato che coloro cha hanno un alto senso di potere adottano facilmente comportamenti dominanti, per esempio monopolizzando il tempo di parola, interrompendo e parlando quando non è il proprio turno. È inoltre più probabile che esprimano le loro opinioni e che rivelino dati sensibili. Nelle negoziazioni, essi tendono ad adottare una delle due strategie: “prendere o lasciare” o “prendere o soffrire” e non riescono ad essere flessibili e persistenti nel cercare soluzioni a valore aggiunto nello stile “io vinco, tu vinci”.

La trappola dell’ambizione cieca

Gli individui ad alto potere tendono a diventare ottimisti, fiduciosi nelle loro scelte e orientati all’azione. Tuttavia, la maggiore fiducia in se stessi riduce l’empatia e l’aumento dell’ottimismo riduce la percezione del rischio, rendendolo più attraente. Le persone con cieca ambizione trascurano narcisisticamente le emozioni, tendono a ignorare le reazioni e gli interessi degli altri e a non notare ciò che accade intorno a loro.

Adattato da Peter Coleman e Robert Ferguson, “Making Conflict Work”, Mariner Books

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