Puoi fidarti delle tue intuizioni?

Aprile 5th, 2019 Posted by Notizie 0 thoughts on “Puoi fidarti delle tue intuizioni?”

Possiamo fidarci dei nostri presentimenti? John Coates, neuroscienziato ed ex trader di Wall Street, nel rispondere a questa domanda afferma anzitutto che dovremmo riconoscere come l’intuizione non sia un dono misterioso, ma un’abilità.

Importanti conclusioni riguardo questo tema derivano da ciò che è iniziato come una disputa accademica ed è poi invece evoluto in una collaborazione tra Daniel Kahneman e Gary Klein, due esperti  di comportamento che hanno studiato a fondo i processi decisionali. All’inizio Kahnneman dubitava dell’affidabilità dell’intuizione, mentre Klein invece ci credeva. Nel momento in cui hanno chiarito i motivi del loro disaccordo, è apparso però evidente che le loro opinioni erano diverse a causa delle diverse tipologie di persone che ognuno stava studiando. Klein lavorava con persone che avevano maturato forti esperienze di processi decisionali veloci: vigili del fuoco, paramedici, piloti di caccia. Kahneman, da parte sua, lavorava con sociologi, consulenti politici, negoziatori. Ma perché il primo gruppo ha mostrato di fidarsi con efficacia dell’’intuizione e l’altro no?

Kahneman e Klein concordarono anzitutto sul fatto che l’intuizione è sostanzialmente il riconoscimento di “pattern”, modelli ricorrenti. Nello sviluppare e conseguentemente esercitare un’abilità, costruiamo una sorta di banca di ricordi che si trasformano in schemi-tipo, appunto in pattern, che non solo abbiamo vissuto in prima persona, ma dei quali abbiamo anche sperimentato le conseguenze. Successivamente, quando incontriamo una nuova situazione, scorriamo rapidamente i nostri file alla ricerca dello schema-modello memorizzato che possa ricordare il più possibile la situazione che stiamo vivendo. Ad esempio, i maestri di scacchi possono archiviare fino a 10.000 configurazioni di modelli a cui accedere per avere indizi su quale mossa di successo  poter fare. L’intuizione non è quindi nulla di più misterioso del semplice riconoscimento.

Partendo da questo punto, Kahneman e Klein proseguirono nei loro studi arrivando a scoprire che le intuizioni possono essere efficaci solo se vengono soddisfatte due condizioni:

  • in primo luogo, le persone possono sviluppare una solida competenza solo se lavorano in un ambiente abbastanza regolare da permettere loro di produrre schemi ripetitivi;
  • in secondo luogo, è necessario applicare frequentemente i modelli appresi e ricevere rapidamente feedback sulle prestazioni che conseguono la loro azione, perché solo in questo modo le esperienze possono diventare parte di un patrimonio personale.

I maestri di scacchi scoprono subito se la loro mossa era giusta o meno. Si può dire lo stesso di paramedici, pompieri e piloti da caccia. Il sondaggista politico, invece, opera in un mondo che è troppo vasto e complesso per produrre schemi ripetitivi, e anche se emergesse qualcosa di simile a un modello, ciò avverrebbe con un ritardo così lungo che arrivare a considerarlo affidabile potrebbe richiedere una vita intera.

Ricorda la regola di Kahneman: l’intuizione non può essere considerata attendibile in assenza di regolarità stabili nell’ambiente. E tu, con il tuo lavoro? Puoi contare sui tuoi presentimenti, anche solo in una sua piccola parte? Inizia a osservare le conseguenze delle tue azioni e chiedi feedback: potrai costruire e alimentare la tua abilità nel riconoscimento di pattern e di conseguenza aumentare la tua intuizione.

Adattato da from John Coates, The hour between dog and wolf: risk taking, gut feelings and the biology of boom and bust –  HarperCollins

 

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