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Come fai a individuare un talento?

Marzo 18th, 2021 Posted by Notizie 0 thoughts on “Come fai a individuare un talento?”
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Il talento è spesso descritto come “una speciale capacità o attitudine naturale”, ma per poterlo individuare abbiamo bisogno di una definizione più precisa e completa.


Marcus Buckingham nel suo libro “Now, discover your strength” definisce il talento come qualsiasi modalità ricorrente di pensiero, sentimento o comportamento che possa essere applicata in modo produttivo. Quindi, hai un talento se ti distingui nell’essere curioso, competitivo, persuasivo, responsabile. E così via in un’infinità di possibili modalità di espressione. Anche i tratti apparentemente negativi possono essere chiamati talenti, ma ricordiamolo sempre: solo se possono essere applicati in modo produttivo.

L’ostinazione rivela un talento se la forte resilienza è un prerequisito per il successo, ad esempio per un ruolo di vendita o quello di un avvocato in un’aula di tribunale. Il nervosismo esprime un talento se fa chiedere a se stessi “E se succede questo?”, e quindi se viene messo al lavoro per anticipare potenziali insidie ​​e progettare piani di emergenza.

Sebbene la reazione spontanea fornisca la traccia più chiara dei nostri talenti, ecco i tre indizi più importanti da tenere a mente per identificarli: desiderio, apprendimento rapido e soddisfazione.

Desiderio

I desideri rivelano la presenza di un talento, in particolare quando nella vita si fanno sentire presto. I nostri desideri riflettono il fatto che alcune connessioni mentali sono semplicemente più forti di altre. Quindi, non importa quanto repressive verso di esse si dimostrino le influenze esterne: queste connessioni continueranno a chiamare, chiedendo di essere ascoltate. Se vogliamo scoprire i nostri talenti, dovremmo prestare loro attenzione.

Apprendimento rapido

L’apprendimento rapido offre un’altra traccia della presenza di un talento. A volte un talento non si rivela attraverso il desiderio. Anche se esiste un talento dentro di noi, potremmo non sentire la sua chiamata.  Può capitare invece che, anche relativamente tardi nella vita, qualcosa accende il talento, e lo riconosciamo dalla velocità con cui apprendiamo una nuova abilità. Essa fornisce l’indizio della presenza e della potenza del talento stesso. A differenza di Picasso, che era già iscritto ad una scuola d’arte per adulti a tredici anni, Matisse non provava alcun desiderio di pittura. Infatti a ventun anni non aveva mai preso in mano un pennello: era un impiegato malato e depresso. Un pomeriggio, mentre era a letto e si stava riprendendo dopo un’influenza, sua madre gli diede una scatola di colori. Solo a quel punto ha sentito un’ondata di energia e ha iniziato a studiare un manuale su “come dipingere”.

Soddisfazione

La soddisfazione fornisce l’ultimo indizio per il talento. Quindi, molto semplicemente, se ci senti bene mentre svolgiamo un’attività, è probabile che stiamo utilizzando un talento. Purché l’attività dia un risultato positivo per sé e per gli altri. Infatti, costruire la propria soddisfazione sulla base dell’insoddisfazione di qualcun altro, come ad esempio l’impulso a svalutare un collega in pubblico, non può rivelare un talento. Facciamo attenzione a cosa porta soddisfazione a noi e agli altri, e troveremo i nostri e gli altrui talenti. Alcuni traggono soddisfazione vedendo migliorare un’altra persona. Alcuni adorano portare ordine nel caos. Ad alcuni piace dimostrare quanto sono bravi ad essere persuasivi. Ognuno di noi sperimenta soddisfazioni leggermente diverse. Basta solo farci attenzione ed il talento è scoperto. A noi poi alimentarlo e farlo crescere.

 

Adattato da Marcus Buckingham e Donald Clifton, Now, discover your strengths,, Simon and Schuster

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