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Come far crescere la fiducia in un team di lavoro

settembre 19th, 2018 Posted by Notizie 0 thoughts on “Come far crescere la fiducia in un team di lavoro”

È possibile far crescere la fiducia e un buon clima in un gruppo? Se sì, come?

Intanto una convinzione di partenza: lo “star bene” in un gruppo dipende dal fatto che il team sia evoluto e “maturo”, cioè si possa confrontare su questioni e problematiche, anche scomode, con rispetto e riconoscimento reciproco, non avendo paura a “dirsi le cose”. Ciò avviene quando un gruppo sa (o ha imparato) che, se anche il problema esiste, lo si può affrontare insieme, e ciascuno nel proprio ruolo può contare sul supporto dell’altro, e in caso di errore, si ha la certezza che, assumendosene tutti la responsabilità, si possa fare il possibile per trovare una soluzione.

Fattore chiave su cui siamo spesso chiamati ad agire è il tema della fiducia tra i membri un team: un elemento all’apparenza scontato e banale, ma necessario per un buon clima di gruppo. E’ un fattore che lascia, comunque vada, il “segno”. Credo che tutti ne abbiamo avuto esperienza in positivo e in negativo. Certamente esistono questioni sostanziali: problematiche legate al business aziendale, agli obiettivi che individuo e team hanno: proprio questi obiettivi, spesso in conflitto tra loro, sono fonte importante di stress e problemi che non aiutano certo la costruzione di un clima di fiducia. Eppure proprio la fiducia tra i membri di un gruppo consente di raggiungere risultati altrimenti inarrivabili; semplicemente, lavorare (vivere) in un clima di fiducia aiuta a star bene e a lavorare meglio.

Ma che cosa vuol dire “fiducia”? La Treccani da come definizione: “Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità”.  http://www.treccani.it/vocabolario/fiducia/)

Colpisce il notare come la fiducia nasca da una valutazione soggettiva. Una sintesi estrema potrebbe essere:”Io mi fido di te, perchè so (o spero) che non mi hai fatto/fai/ farai male!”; quindi una valutazione non necessariamente agganciata ai fatti; anzi, spesso è il contrario! Il paradosso è che in realtà pur nella sua assoluta incertezza e parzialità, proprio il punto di vista soggettivo è da considerarsi “sacro” e rispettabile a prescindere.
Come uscirne? Quali strumenti può darsi un team per affrontare con successo i problemi senza sacrificare i rapporti personali?
Uno strumento semplice ed efficace per superare incomprensioni e conflitti dentro un team di lavoro è il feedback ed il suo utilizzo continuativo. Il feedback lo considero un processo che permette alle persone coinvolte di muoversi in un campo in cui le regole d’ingaggio sono chiare e condivise; in altre parole aiuta a darsi delle regole su come comunicare e su come ascoltare.

E’ interessante dire che cosa NON è un feedback: il feedback non è un “dirsi tutto quello che si pensa dell’altra persona… sempre e comunque”. Quando questo avviene è quasi sempre uno sfogo e nulla più. Il feedback è invece un rituale con delle regole precise, che vanno rispettate.

La prima regola è chiedere il permesso: “Posso dirti una cosa?”, è come bussare alla porta di una casa di qualcuno e chiedere il permesso prima di entrare.

La seconda regola è la contestualizzazione: un buon feedback (anche se negativo) nasce dall’ osservazione di comportamenti, atteggiamenti, azioni concrete, qualcosa del tipo:” Il tuo comportamento durante lo scorso meeting ha avuto questa conseguenza”.

Terza regola: tempi e luoghi adeguati per parlarsi con calma.

Quarta regola: rispetto. Reciprocità, ascolto empatico e riconoscimento del punto di vista altrui, sono altri elementi fondamentali affinché idee, contributi e messaggi possano arrivare “a destinazione”, nel rispetto reciproco.

Quando usare il feedback? Potenzialmente sempre. Funzionalmente ogni qualvolta serve: per esempio in staff, durante i debriefing, negli incontri periodici si allineamento e via così. L’uso del feedback naturalmente non risolve i problemi di un team: semmai consente al gruppo di poter affrontare i problemi reali organizzativi, senza cadere nella trappola delle emozioni non gestite, delle posizioni prese per dispetto o “per principio”; in realtà è uno dei modi più intelligenti e concreti per affrontare e superare i problemi di un team (non solo relazionali); anche quando davanti si crede di avere un nemico.
È sorprendente vedere che cosa può accadere con una buona comunicazione. Provare per credere.

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